Le Luci della Notte


"Incontriamoci nella mia anima e vi convincerò..."

con queste parole che Franco Califano introduce l'ascoltatore all'incontro con LE LUCI DELLA NOTTE, il suo nuovo disco realizzato sotto l'egida della Virgin. Registrato presso gli studi Quattrouno di Roma, con gli arrangiamenti e la direzione artistica di Adriano Pennino, il nuovo lavoro dell'artista romano ripercorre alcuni dei momenti migliori di una discografia che comprende decine di grandi successi.
Per l'occasione Califano ha scelto di proporre dieci canzoni (di cui due inedite) "rilette" attraverso sonorità ed atmosfere a largo respiro. Testi e musiche rodate dagli entusiasmi di più generazioni che, attraverso il sensibile intervento di Adriano Pennino, Federico Zampaglione (Tiromancino) e Bill Evans, regalano alla calda voce del Califfo la dimensione ideale per sottolineare la straordinaria attualità di un'espressione artistica di altissimo livello.

"Sono nato senza una patria, sotto una nuvola. E non poteva essere altrimenti: questa incontenibile avversione alle regole è figlia di chi ha improvvisamente perso la libertà del cielo" dice a proposito della sua nascita romanzesca, degna di un picaro dei nostri giorni, avvenuta tra le poltrone di un aereo.

Personaggio controverso, apparentemente ostico e definito "maledetto" per una serie di vicissitudini dolorose, Califano ha sofferto il disagio dei collegi e l'umiliazione del carcere: "Tutto torna, benedetto il collegio! In fondo, pensavo in quei giorni infiniti, c'è di peggio: l'ospizio o l'agonia di un malato terminale. Il mio più grande desiderio, era quello di non dare soddisfazione a chi mi voleva distruggere. Con Tortora c'erano riusciti. Dopo due anni e mezzo, abbronzatissimo e sorridente, sono uscito dal carcere. Ad aspettarmi fuori, la macchina nuova e delle bellissime ragazze: 'affanculo chi mi voleva morto! Quel giorno sembravo tornato da una vacanza!"

Il Califfo non è mai venuto meno al suo "dovere" di autore letterario musicale, dispensando comunque emozioni. Egli è puro e lo dimostra mettendo a nudo, senza remore, ogni suo pensiero: "L'amore? Oggi penso sia soltanto una parola. Un'accezione che, a milioni, hanno confuso con il termine passione che, diversamente, è invece lucida follia, gelosia, senso del possesso. Ma è la donna che decide, non l'uomo. Dunque, se non siamo in grado di distinguere tra amore e passione, dovremmo almeno avere l'accortezza e l'umiltà di non pensare una donna come un oggetto. Perché l'amore è sapere una persona felice, anche senza di noi, e gioirne per lei".
Un linguaggio il suo, capace di colmare il gap generazionale che divide realtà anagraficamente lontane. Califano è trasversale perché, senza inciampare nella massificazione dell'espediente commerciale, riesce a dialogare liberamente; incontaminato da quelle sovrastrutture culturali che, in moltissimi casi, hanno invece dilatato e irrimediabilmente compromesso i frutti dell'ispirazione fino a trasformarli negli utensili del 'mestiere'.

"Non amo i ricordi, non ne voglio avere perchè preferisco far invecchiare i ricordi piuttosto che morire nella nostalgia di chi vive di ricordi. Tuttavia, ne è rimasto uno solo al quale sono ancorato, è quello del collegio: della famiglia che non c'è. Per un bambino è terribile. Oggi, quello del collegio, è l'unico odore che mi è rimasto addosso. E ancora mi fa male, benchè mi abbia preparato al peggio rendendomi immune ai grossi guai della vita". Una vita vissuta a testa alta, come esorta a fare a chi si avvicina al suo mondo interiore.

Con LE LUCI DELLA NOTTE Franco Califano apre le porte del cuore a una poesia che tocca l'anima. Basta ascoltarlo per convincersene...



LE LUCI DELLA NOTTE

Cammino in centro
"I giovani mi amano ed io amo loro. Questo è il mio omaggio a un giovane cantautore, Gianluca Grignani, che ho ritenuto di dover cantare così come l'ho ascoltato."

L'ultima spiaggia
"La più malinconica tra le mie canzoni: una spiaggia eppoi l'abisso. Con Federico Zampaglione, dopo la spiaggia, abbiamo cercato di immaginarne anche l'oltre."

Un'estate fa
"La stagione degli amori inventati: tutto nasce, evolve e si compie in una manciata di settimane. Resta il dolce ricordo di un cuore che batte forte. E di un'estate."

Io continuo a pensare a te
"Una canzone 'vecchia' per concetti ma al tempo stesso straordinariamente attuale: una dichiarazione d'amore che non finirà mai. L'ultima canzone d'amore."

Me 'nnamoro de te
"Un uomo vissuto e una giovanissima ragazza: l'esperienza incontra l'inconscienza e, purtroppo, non c'è più molto tempo per giocare. L'ultimo treno, poi la fine."

Tac
"Uno schiocco di dita. E' un attimo, può accadere di tutto."

Minuetto
"Probabilmente era destinata a rimanere un tema musicale, senza parole. Ci avevano provato in tanti a dargli un volto, una storia. Ho scritto ed è divenuta una canzone feroce."

Io nun piango
"Quell'estate suonavo in un locale a Porto Ercole. Ad aspettarmi, con un fiasco di vino in mano, Piero Ciampi. Salutavamo l'alba insieme, su una spiaggia ubriaca di stelle."

Tutto il resto è noia
"Un dogma, la mia targa. Una filosofia di vita dalla quale nessuno può prescindere. Al diavolo il mondo e le sue false regole: ora o mai più..."

Noi due per noi due
"Camminiamo insieme, viviamo all'unisono: io per te e tu per me. Senza servi né padroni, nel rispetto reciproco. Il piacere di non dover pensare per te, perchè tu hai già pensato per me."